Portici e cavalcavia

Portici e sotto-cavalcavia come beni comuni: rifugi naturali urbani e occasioni per rigenerare insieme la città 

di Daniela Ciaffi ed Emanuela Saporito

Come gli uomini preistorici non solo abitavano nelle grotte, ma vi portavano il bestiame al sicuro, vi pregavano, le usavano come luogo di sepoltura, così oggi possiamo riconoscere una molteplicità di funzioni e popolazioni in tutti quegli spazi “sotto”: dai prestigiosi portici ottocenteschi progettati per le passeggiate reali, che accolgono di notte gli abitanti di strada, fino agli spazi di risulta creati da infrastrutture stradali e ferroviarie, che in alcune sorprendenti esperienze di rigenerazione urbana hanno ispirato collaborazioni tra artisti e comunità locali. In questo contributo l’obiettivo è di riflettere sulle diverse affordance che è possibile leggere in relazione a questi luoghi accessibili a tutti e perciò emblematici di un ritorno alla logica dei beni comuni. Chi è al centro della re-interpretazione di portici, sotto-cavalcavia eccetera? Dai responsabili pubblici ai migranti, passando per associazioni e gruppi informali, molti sono gli attori che li vedono come opportunità.

 

A proposito delle autrici:

Daniela Ciaffi è professoressa associata di Sociologia dell’ambiente e del territorio presso il Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio (Politecnico di Torino) ed è vice-presidente di Labsus, il laboratorio per la sussidiarietà (www.labsus.org). 

Emanuela Saporito è architetto, PhD in Spatial Planning and Urban Development, collabora a progetti di ricerca del Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio (Politecnico di Torino) ed è membro attivo di Labsus, il laboratorio per la sussidiarietà (www.labsus.org).

 

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Foto in evidenza: magalibobois | Flickr