Cimitero

Il cimitero: spazio eterotopico di separazione o di aggregazione?

di Moreno Zago

Causa di ansia e paure, il rapporto dell’uomo con la morte è sempre stato complesso. Se, da un lato, la pratica funeraria è un atto sociale universale, dall’altro, i luoghi di sepoltura sono il vano tentativo di sfuggire al consumo biologico del corpo con lo scopo di prolungare la presenza umana nel tempo. I cimiteri, spazi eterotopici che uniscono e separano la città dei vivi da quella dei morti, da luoghi di sofferenza, rassegnazione e rabbia per l’irreversibilità della morte, si sono evoluti in luoghi di conservazione della memoria storica, culturale e architettonica, in luoghi aperti al pubblico per attività di tipo ricreativo e in mete turistiche, in una prospettiva non solo commemorativa dei cari, ma anche di salvaguardia del paesaggio.

 

A proposito dell’autore

Moreno Zago è professore associato di Analisi e Progettazione Turistica e Relazioni Transfrontaliere e Sviluppo Locale presso l’Università di Trieste e co-direttore della rivista Futuribili. È delegato regionale della Società Italiana per le Scienze del Turismo (SISTUR) e co-coordinatore del Gruppo studio SPE-TUR (Sociologia per la Persona-Turismo). L’attività di ricerca si articola lungo tre filoni: mutamenti nella domanda e nell’offerta turistica; identità, confini e cooperazione transfrontaliera; multiculturalismo e qualità della vita.

 

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